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Gli articoli
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Monday, 02 November 2009 19:16 |
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Ha una tale carica di originalità, grinta e simpatia da poter essere paragonata ad un personaggio dell’universo disneyano, e una fantasia e una passione così spiccate che le hanno permesso in questo universo di entrarci a buon diritto come autrice degli esclusivi costumi realizzati per l’uscita dell’ultimo Dvd Disney “Trilli e il tesoro perduto”.
Stiamo parlando della stilista toscana – forentina, per la precisione – Angela Nocentini, che dell’eco-fashion o dell’eco-chic (se così si dice) ha fatto l’obiettivo di ricerca e studio di una vita.
Alla presentazione italiana del nuovo Dvd Disney c’era anche lei, e ci ha raccontato come da una montagna di rifuti può nascere un oggetto d’arte.
Con molta fantasia e il sostegno – fondamentale, come ha tenuto a precisare – di un’azienda toscana, Ecolevante, che da sempre crede nello smaltimento e nel recupero dei rifuti industriali.
«È ormai da molti anni – ci ha spiegato - che porto avanti studi e progetti che hanno come fne la realizzazione di opere d’arte a partire dagli oggetti che è possibile trovare in discarica. E nella zona dove sono nata e cresciuta, l’entroterra toscano, con la presenza di numerose case di moda che producono abiti, scarpe, pelle e pellame gli scarti industriali sono spesso interessanti: dalle piume alle parti di tomaie, dalle fbre di lana al “tessuto non tessuto”, il recupero avviene attraverso un processo di lavorazione al laser, per cui ogni pezzo viene completamente trasformato per forma e colore.
Come abbiamo fatto per gli abiti della fatina Trilli, per cui ogni scarto è stato trasformato in elaborate e perfette foglie, che assemblate insieme hanno dato vita non solo ad un nuovo ed originale vestito “verde”, ma anche a tutti gli accessori che lo rendono ancora più unico e prezioso».
Un progetto di recupero che nasce come “provocazione” agli scarti sempre più frequenti e abbondanti delle industrie, e una ricerca estetica che si avvale ormai da parecchi anni della collaborazione dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze (dove, fra l’altro, Angela Nocentini è docente).
«Lo scorso anno – ci ha raccontato Angela Nocentini – abbiamo realizzato con gli studenti dell’Accademia fiorentina mostre con oggetti d’arte da prodotti riciclati in Toscana, Lecce, Liguria, a Belgrado. In tutti i progetti portati avanti il messaggio che abbiamo voluto trasmettere è sempre stato il medesimo: il riciclo dello scarto in ambito tessile come un mezzo attraverso il quale ristabilire il rapporto uomo-ambiente, là dove l’abito rappresenta la copertura dell’essere umano, l’espressione del disagio dell’uomo rispetto agli altri esseri viventi nell’adattarsi all’ambiente esterno».
Gli abiti realizzati in occasione dell’uscita del Dvd Disney e dedicati appunto alla fatina Trilli verranno messi all’asta per beneficenza in occasione della maratona televisiva Telethon del dicembre prossimo. Il ricavato sarà devoluto ai fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare nei bambini.
Domenica 1 Novembre 2009 VIRGINIA LODI
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Last Updated on Wednesday, 11 November 2009 14:07 |
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L’ACCADEMIA IRROMPE NEL DIBATTITO SULL’ ARTE CONTEMPORANEA NON CON LE POLEMICHE MA CON I FATTI IL PROSSIMO 12 SETTEMBRE CON L’ INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “GAME OVER – PLAY AGAIN!”
Dieci operose formiche dell’Accademia, indifferenti ai clamori delle cicale dell’arte, hanno dato vita con le loro opere d’arte a un progetto straordinario: celebrare la morte di una vecchia manifattura ceramica del 1774 per vederla rinascere in un nuovo stabilimento.
Il prossimo 12 Settembre alle 21.00 presso lo stabilimento ormai in disuso della Brunelleschi Industrie Srl sarà inaugurata l’eccezionale mostra
Game Over - Play Again!, frutto di una straordinaria sinergia tra L’Accademia di Belle Arti di Firenze, la Brunelleschi Industrie Srl e i Comuni del Levante Fiorentino, primo fra tutti il Comune di Pontassieve.
La mostra si presenta come primo e principale evento della rassegna “Agorà - dalla migrazione alla conoscenza”, che avrà luogo nei vari Comuni fino al mese di dicembre.
La Brunelleschi, in fase di trasferimento nella nuova sede, ha voluto celebrare questo evento eccezionale incaricando un selezionato gruppo di allievi del Prof. Adriano Bimbi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze per l’esecuzione di opere pittoriche di grande suggestione volte ad immortalare lo smantellamento dei vecchi impianti, un paesaggio quasi apocalittico che ci ricorda che da una fine c’è sempre una rinascita.

Un messaggio forte, soprattutto in un momento economico come questo, perché è dal vecchio qui che si genera il nuovo; le radici rimangono generando altra vita.
Un’azienda che si espande, ma che come ai vecchi tempi commissiona opere su misura ad artisti che lavorano su precise richieste, azienda mecenate illuminata che ha permesso che si realizzasse un intero percorso artistico a più mani con opere che riescono a vivere una dell’altra in piena armonia con una continuità destinata a rimanere intatta nel tempo.
Forse viene proprio da questo Game Over il punto di rinascita, la creatività di artisti legati al territorio è il calcio d’inizio di un nuovo gioco, il Play Again.
Arte su misura, si è detto: le misure qui sono enormi, quasi spropositate, così come lo è questa struttura quasi colossale nei suoi spazi e nei suoi vuoti.
Metri e metri di tela che fermano il momento di transizione, il più delicato per un’azienda.
L’opera di 10 giovani artisti trasforma il relitto in una culla, distillando dalla polvere e dal vecchio quella poesia da cui si può generare l’arte e la rinascita.
Hanno colto e interpretato la vera anima di una azienda dipingendo in oltre 40 ritratti individuali i volti espressivi e i caratteri salienti dei lavoratori ancora impiegati in questa antica fabbrica, gli stessi che andranno poi ad animare i nuovi ambienti con impianti moderni e strutture e tecnologie all’avanguardia.

Per informazioni:
Marta Cocchi 0553791225
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E' davvero impossibile insegnare l'Arte? |
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MAURO STACCIOLI Volterra. Luoghi d'esperienza |
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MARA COCCIA ARTE CONTEMPORANEA ROMA
presenta
MAURO STACCIOLI Volterra. Luoghi d'esperienza 13 settembre ñ 8 novembre 2009
lunedì 7 settembre 2009 ore 19.00 - Via del Vantaggio 46
Intervengono Enrico Crispolti e Mauro Staccioli
Lunedì 7 settembre alle 19.00 la Mara Coccia Associazione promuove un incontro per presentare la grande mostra di Mauro Staccioli, Volterra. Luoghi d'esperienza che si inaugurerà domenica 13 settembre coinvolgendo luoghi, piazze e spazi museali allíinterno di Volterra, e il territorio circostante con 20 installazioni-sculture ambientate nel paesaggio che andranno a disegnare una sorta di anello intorno alla città. In occasione dell'incontro cui interverranno Enrico Crispolti e Mauro Staccioli, verranno proiettate le fotografie delle sculture ambientali e saranno presentate alcune sculture progettuali per i grandi interventi realizzati in occasione della mostra
Il comitato scientifico della mostra Mauro Staccioli è formato da Gillo Dorfles, da Enrico Crispolti e da Massimo Bignardi insieme ad Alessandro Togoli e a Sergio Borghesi.
Il progetto trae idealmente origine da Sculture in città organizzata a Volterra nel luglio 1972 e curata da Enrico Crispolti, mostra chiave nel percorso artistico di Staccioli e nel suo modo di fare arte: focalizzando l'attenzione sulla vita e l'ambiente urbano compie un' importante passo verso un nuovo modo di concepire la scultura.
Saranno ripristinate dunque alcune delle installazioni realizzate per quell'occasione come in Piazza Dei Priori, in Piazza San Giovanni o all' ingresso delle Logge di Palazzo dei Priori.
Il progetto all'interno di Volterra prosegue in altri spazi: nelle sale della Pinacoteca in Palazzo Solaini con piccole sculture, disegni, maquette e fotografie che illustreranno il lavoro dell' artista, il suo percorso e il suo personale approccio alla scultura; sotto le logge di Palazzo Pretorio dove sarà riproposta la mostra Mauro Staccioli: pensare la scultura, curata dal Centro per l' Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (1 novembre 2008 - 11 gennaio 2009), incentrata sul metodo ideativo - progettuale dell' artista. Sarà infine allestita una sala nella struttura cinquecentesca del Palagione, a pochi km dal centro città, dove saranno esposte le fotografie di Robert Tyson che documentano l'attività dell' artista in California e la maquette insieme a una selezione di disegni inerenti al progetto per Pontedera, elaborato da Staccioli per il Comune e mai realizzato.
Contemporaneamente l'artista creerà un inedito dialogo con il territorio grazie a nuovi interventi. Le sculture, installate in più fasi tra maggio e giugno 2009, sottolineeranno tempi e luoghi di un paesaggio in cui storia, cultura e lavoro umano si incontrano sollecitando la memoria stessa dell' autore.
Staccioli ha individuato una serie di luoghi di interesse storico-culturale con il desiderio di riportare alla luce l' identità di una comunità ma anche l' identità di un paese, l' Italia, le cui radici affondano in un passato che ha plasmato le città, le campagne e lo sviluppo stesso della società.
La scelta dei luoghi ha tenuto conto non solo della percezione degli spazi ma anche del loro essere tracce tangibili di una civiltà, di una collettività. E in questo senso che ha scelto di sottolineare la chiesa di San Dalmazio - edificio cinquecentesco che segnò parte della storia della città di Volterra - oppure di porre in risalto criticamente la piccola pieve di Corbano, del X secolo, ormai ridotta a rudere, o di ridare voce alla Fattoria di Lischeto e alle Ville di Pignano e Roncolla.
L'interesse poi per alcuni luoghi legati alle esperienze dell' infanzia dell' artista si apre alla considerazione della conformazione geofisica di un territorio plasmato da secoli di sapiente lavoro contadino, di attenta cura e conoscenza della terra. Ecco allora che Staccioli concepisce un grande segno ellittico che circoscrive la vista e la concentra, inquadrando la vecchia casa dei nonni materni e spaziando verso le Balze, zona caratterizzata da frane e fenomeni di erosione tipici del terreno argilloso, duro e fragile allo stesso tempo. Grazie all'attenzione che viene posta proprio allo studio morfologico dei luoghi, queste opere si caratterizzano come presenze fisiche che generano nuove e inattese considerazioni.
Luoghi d' esperienza sarà accompagnata da un ricco volume pubblicato da Damiani Editore con un intervista introduttiva di Gillo Dorfles e testi di Marco Bazzini, Massimo Bignardi, Maria Laura Gelmini, Simona Santini. Il libro oltre a documentare le installazioni realizzate per l' occasione, ripercorrerà l' iter biografico e artistico di Staccioli.
L' evento promosso da Generazioni in Arte e Fotoimmagine, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, della Cassa di Risparmio di Volterra S.p.a. e con il supporto delle gallerie Il Ponte di Firenze e Niccoli di Parma, è sostenuto dalla Regione Toscana e dall' Assessorato alla Cultura del Comune di Volterra.
Elenco installazioni ambientali e in luoghi storici: SRT 68 Indicatore/Spicchiaiola, Villa di Pignano, podere San Nicola/bivio di Mazzolla, Pieve di Mazzolla, Villa di Cozzano, Villa di Roncolla, Poggio di San Martino, Montebradoni, San Giacomo in Fognano, Pieve di Corbano, Piancorboli, Fattoria di Lischeto, SRT 68 di Saline (La Mestola/ La Boldria); Volterra / centro storico (Piazza dei Priori, Logge di Palazzo Pretorio, Piazza San Giovanni, Chiostro Palazzo Solaini, Chiesa di San Dalmazio).
La mostra rimarrà aperta fino all' 8 novembre 2009 mentre le opere ambientali saranno visibili sino a settembre 2010. Per tutta la durata dell' esposizione sarà a disposizione un servizio bus navetta da Volterra per visitare i luoghi delle installazioni, organizzato dal Consorzio Turistico di Volterra. Read 0 Comments... >> |
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Start Point dopo: Triennale di Milano |
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Durante la settimana di Start Point, dal 15 al 23 Maggio 2009, circa 100 studenti della nostra Accademia hanno esposto in 30 luoghi speciali della città di Firenze.
15 studenti della mostra realizzata a Pitti Discovery, esporranno a Brera il 25 settembre in occasione di
Gioielli di carta Triennale DesignCafé dal 16 settembre al 25 ottobre 2009
Inaugurazione 15 settembre 2009, ore 18.30
Triennale Design Museum presenta Gioielli di carta a cura di Alba Cappellieri e Bianca Cappello, la più completa rassegna dedicata al gioiello di carta attraverso i progetti di sessanta designer provenienti da tutto il mondo (dall’Australia all’Austria, dall’Italia alla Finlandia, dagli Stati Uniti a Singapore, dal Giappone all’Olanda, dalla Turchia alla Spagna fino a Cina, Israele, Inghilterra, Germania, Belgio, Ungheria, Polonia).
Piegata, ricamata, intrecciata, cucita, spugnata, plissettata, fustellata, riciclata, incollata, acquerellata, la carta assume decori e forme insospettabili: rarefatte come gli origami di Nobuko Murakami, eleganti come i plissé di Janna Syvanoja e di Daniele Papuli o le gorgiere dell’olandese Nel Linssen, fiorite come le geometrie di Sandra di Giacinto o materiche come le texture di Ritsuko Ogura, gioiose come i fiori di Ana Hagopian, i collage di Feroci Design o gli spettri del polacco Andrzej Szadkowski, concettuali come le composizioni di Fritz Maierhofer.
Il gioiello di carta impone una riflessione sulla preziosità, non più affidata, come nel gioiello tradizionale, ai metalli e alle gemme bensì al progetto che rappresenta il filo conduttore della mostra. La vulnerabilità della carta si presta a riflessioni progettuali solitamente distanti dal mondo del gioiello come la sostenibilità, l’ecologia, la valorizzazione territoriale.
Libero dal valore di scambio codificato dal mercato il gioiello di carta esplora linguaggi e temi trasversali a molte discipline: l’ornamento, il colore, la forma, la superficie, le texture. A questo scopo sono stati inclusi i lavori di sei designer, che solitamente si confrontano con l’arredo e la luce, che hanno realizzato i loro gioielli di carta appositamente per la mostra: Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti [deepdesign], Marco Ferreri, Giulio Iacchetti, Miriam Mirri, Marco Romanelli con Marta Laudani, Paolo Ulian.
All’evento sono anche stati coinvolti i maggiori istituti di Arte e Design d’Italia proponendo agli studenti dell’Accademia di Firenze, di Brera e a quelli del Politecnico di Milano, coordinati dai rispettivi docenti Edoardo Malagigi, Maria Teresa Illuminato e Giorgio Vigna, di progettare e realizzare un gioiello in carta.
Il gioiello primo classificato di ciascun istituto verrà esposto nella mostra Il Gioiello di Carta mentre i primi 15 elaborati di ciascun istituto verranno mostrati all’interno di una mostra itinerante che toccherà le città di Milano e di Firenze.
Opere di: Luis Acosta, Atelier VM, Sara Kate Burgess, Ela Cindouruk, Riccardo Dalisi, Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti [deepdesign], Sandra Di Giacinto, Claudia Diehl, Sabina Feroci, Marco Ferreri, Anna Fornari, Maria Rosa Franzin, Noemi Gera, Lisa Grassivaro, Joanne Grimonprez, Ana Hagopian, Andrea Halmschlager, Caren Hartley, Lydia Hirte, Meiri Ishida, Mari Ishikawa, Nathalie Jean, Hu Jun, Nel Linssen, Angelo Lomuscio, Fritz Maierhofer, Beatrix Mapalagama, Miriam Mirri, Nobuko Murakami, Devran Mursaloglu, Kazumi Nagano, Kaoru Nakano, Ritzuko Ogura, Takehide Ozaki, Daniele Papuli, Shari Pierce, Wendy Ramshaw+David Watkins, Erica Spitzer Rasmussen, Ivana Riggi, Romanelli e Laudani, Marjorie Schick, Angela Simone, Peter Skubic, Maurizio Stagni, Deganit Stern Shocken, Janna Syvanoja, Andrei Szadkowsky, Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo, Paolo Ulian, Marion Van Cruchten, Manon Van Kouswijk, Giorgio Vigna, Paper to Pearls, Kiwon Wang, Fiona Wright, Annamaria Zanella, Ina Zeller Bleil e gli studenti del Politecnico di Milano- Giovanna Gariboldi, Accademia di Brera- Myungshin Ko, Accademia di Belle Arti di Firenze- Gloria Bertoldo.
Gioielli di carta Triennale DesignCafé 16 settembre – 25 ottobre 2009 A cura di Alba Cappellieri e Bianca Cappello Coordinamento generale: Silvana Annicchiarico Progetto dell’allestimento: Daniele Papuli Catalogo Electa Orari: martedì-domenica 10.30-20.30 giovedì 10.30-23.00
Testi e immagini sono scaricabili da press.triennale.it
Triennale di Milano ufficio stampa viale Alemagna 6 tel. 02-72434241/205/247 tel. 02-724341 fax 02-72434239 fax 02-89010693
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www.triennale.it www.triennaledesignmuseum.it
L’evento è reso possibile anche grazie al contributo di Comieco, Fedrigoni, AGC associazione gioiello contemporaneo, Artem, Perini Journal, Ficed e P2
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Tuesday, 16 June 2009 15:43 |
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Lo scorso 15 Giugno la nostra Accademia ha nominato Accademici d'Onore Sting, Oliviero Toscani, Philippe Starck e l'Ente Cassa di Risparmio durante una serata davvero speciale. Grazie a tutti coloro che sono potuti intervenire!
Cliccando qui potete leggere la rassegna stampa Read 1 Comments... >> |
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Gli articoli
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Thursday, 04 June 2009 14:33 |
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Pubblichiamo di seguito l'intervista a Oliviero Toscani raccolta in esclusiva per noi dalla giornalista Rita Sanvincenti perché vorremmo che il blog della nostra Accademia fosse davvero uno strumento di comunicazione e di dibattito sull'arte e sulla cultura contemporanea. Aspettiamo dunque numerosi i commenti di tutta la Art Community...!!!
“L’Accademia di Belle Arti deve diventare il faro della città, deve essere lo spirito di Firenze”, dichiara Oliviero Toscani protagonista della prima affollatissima lezione aperta inclusa nella prima edizione di “Start Point”: “punto di partenza” per la prestigiosissima istituzione fiorentina presieduta da Paolo Targetti e diretta da Giuseppe Andreani, verso un “nuovo rinascimento”.
“E’ l’Accademia che deve rimettere in moto la grande attività dei maestri artigiani fiorentini – prosegue Toscani, eccellente comunicatore, maestro di nuovi linguaggi che ha fatto del suo quartier generale, La Sterpaia, “Bottega dell’arte e della comunicazione” un “punto d’incontro tra creatività e imprenditoria, tra formazione e produzione, che rappresenta un nuovo modo per coniugare cultura e industria, arte ed economia, idee e mercato attraverso la comunicazione intesa come espressione di una cultura industriale”.
“L’Accademia è il cuore della città”, dice il grande fotografo milanese, figlio d’arte, sempre fedele e coerente al suo personaggio, che ha fatto della trasgressività, talvolta esasperata, dello scatto fotografico, di una provocazione portata volentieri all’eccesso, il suo stile e la sua forza anche commerciale, cavalcando i grandi temi civili e sociali dagli anni Sessanta ad oggi.
Qual è il messaggio che lei, Toscani, vorrebbe inviare ai giovani artisti, ai futuri protagonisti dell’arte contemporanea?
“Una volta i creativi erano numerosissimi e in tutti i settori. Oggi vi è una grande disponibilità di creatività ma nell’orizzonte artistico pochi riescono ad elevarsi. Certo i giovani artisti non devono copiare da altri: devono essere se stessi e se hanno talento, con la loro unicità ed irripetibilità, diventeranno grandi. Oggi viviamo in una ‘monarchia televisiva’, nessuna dittatura è stata mai così raffinata coma la televisione: è la grande macchina del degrado, la rovina dell’umanità. Aspiriamo il suo gas tutte le sere. Facciamo parte di un Paese di tele-idioti. I giovani devono darsi da fare: sovvertano il sistema”.
Cioè?
“Non devono adeguarsi ad esso ma trovare il coraggio di cambiare le cose. E il coraggio non nasce dalla sicurezza. Per questo sono per un Paese senza mamme. Le mamme soffocano la creatività e dove c’è sicurezza non c’è creatività. Si è creativi quando si è insicuri. Non bisogna aver paura di aver paura. Bisogna rischiare. E’ difficilissimo rischiare. Gli artisti dell’Accademia lo dimostrano rispetto, ad esempio, a coloro che studiano giurisprudenza. Quando non si ha coraggio l’arte diventa un hobby e non una professione. Così l’Accademia presenta un diverso modo di affrontare la vita rispetto a quello della Bocconi. Bisogna sempre contestare, sovvertire: l’arte serve a questo. Il futuro dell’Italia è nell’arte”.
Quando la fotografia è arte e quando non lo è?
“La fotografia ‘da chiodo’ non è arte, non mi interessa. La fotografia deve raccontare la storia. Forse la storia di Napoleone o di Garibaldi sarebbe stata molto diversa se documentata dalla fotografia. La storia esiste da quando c’è la fotografia: la fotografia che documenta la storia è arte e non ha niente a che fare con il bene o con il male. La fotografia è il mio lavoro, il lavoro con cui mi mantengo. Faccio il fotografo perché mio padre faceva il fotografo. Non esiste la fotografia privata: le foto devono essere pubblicate: considero la foto non pubblicata un embrione. Tutto ciò che si ferma all’estetica non è arte, anche se poi ognuno di noi porta avanti una sua idea di estetica”.
Qual è il suo parere sul rapporto tra arte e potere?
“L’arte è sempre stata al servizio di un potere: a volte quello religioso, a volte quello politico, altre quello industriale. D’altra parte l’artista deve sempre confrontarsi con il mercato. Le botteghe dell’arte, in passato, servivano alla Chiesa: l’artista aveva bisogno della Chiesa per esprimersi mentre la Chiesa aveva bisogno dell’artista per affermarsi. Ma l’arte deve trascendere il potere per il quale lavora, deve riuscire a lanciare il dubbio, e questo è difficilissimo”.
E il rapporto tra l’artista ed il suo committente?
“L’artista per avere la sua libertà deve saper arricchire il suo committente. Ho lavorato diciotto anni per Benetton. Li ho imbrogliati: continuavo a fare ciò che non volevano ma si arricchivano e così mi lasciavano fare. Oggi quando si acquista un prodotto non si guarda più il modello ma l’immagine a cui esso è collegato. Così dissi loro che il prodotto non era migliore di quello della concorrenza mentre la comunicazione lo era”. Read 0 Comments... >> |
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