Alternative, rassegna di videoarte a Signa

on Tuesday, 13 February 2018 12:00

Dal 1 al 22 marzo. Studenti dell'Accademia tra i curatori e gli artisti selezionati  

Per quattro gioved√¨, dal 1 al 22 marzo la Sala Blu della Biblioteca Comunale di Signa (via degli Alberti 11) ospiter√† il progetto Alternative, ideato e curato da Leonardo Moretti, studente del biennio in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi. Un progetto che verdr√† la partecipazione di alcuni studenti dell'Accademia fra gli artisti selezionati.

Alternative √® un ciclo di appuntamenti settimanali che vuole esssere un momento di analisi e riflessione sul linguaggio della video arte e insieme un ponte ta l'esperienza espositiva LIGHTNING, avvenuta nel giugno 2017, e la mostra CONTEMPORANEA, che, invece, avverr√† il prossimo aprile 2018. La rassegna si inserisce nella programmazione delle iniziative comunali legate alla cultura. Il dettaglio di ogni serata verr√† comunicata di volta in volta sulla pagina fecebook, sul sito del Comune e della Biblioteca di Signa. 

Depliant della manifestazione>>

Tra gli studenti che parteciperanno all'iniziativa: 

Alice Ferretti: "SUFA 2017" - Nell'estate del 2017, io e un'altro studente dell'Accademia di Belle Arti di Firenze siamo stati selezionati per il progetto "Le verità nascoste - What lies beneath?" , per Stand Up for Africa, con altri tre artisti. Ad ognuno di noi è stato assegnato un luogo del Casentino, provincia di Arezzo, che ospita persone provenienti dall'Africa. A me e al collega Leonardo Moretti è stata affidata la frazione di Faltona, comune di Talla, località isolata composta prevalentemente da anziani e senza punti di aggregazione sociale, a parte un piccolo chiosco. L'obiettivo che ci siamo dati è stato cercare un'occasione di interazione fra africani e italiani. Dopo un sopralluogo abbiamo deciso di puntare su un vero e proprio evento, manifestazione dell'arte relazionale, è nata dunque la partita di calcio composta da squadre di nazionalità mista, rappresentate dalle maglie rosse della vecchia squadra del Talla, e quelle offerte dalla onlus Un pozzo per Edoardo (di Signa) color bianco. Il titolo è un gioco di parole fra l'abbreviazione di Stand Up for Africa e l'anno di realizzazione.

Martina Bartoli: Il lavoro è una documentazione video di una performance tenutasi a Signa, presso la mostra di arte contemporanea "Lightinig" nel giugno 2017. Durante la performance chiamata "Ti sei fatto un'idea?", ho intervistato le persone che arrivavano alla mostra facendo ad esse domande generiche sull'arte contemporanea. L'idea del lavoro è nata da una mia curiosità nel sapere cosa pensano le persone dell'arte contemporanea usando il video come raccoglitore di idee e accumulo di informazioni. Interessante è stato proprio l'imbarazzo e la naturalezza, spontaneità delle persone intervistate il contrasto tra chi non sà di cosa si tratta e chi invece è cultore della materia. Il mio intento era anche quello di far riflettere le persone su questi concetti e porsi degli interrogativi.

Matilde Mazzoni: il video selezionato è Entropia. L'entropia è uno stato termodinamico per cui nel passaggio di energia tra uno stato e l'altro la materia, produce una dispersione energetica che va ad accumularsi per ogni trasformazione. Uno stato maggiormente entropico è uno stato di caos maggiore. La terra con le sue continue rivoluzioni risente dello stato di entropia così l'uomo che la abita. Il video tenta così di trovare un corpo a questo caos invisibile di ricordi, di passato ed anomalie che si avvertono e non sappiamo descrivere. Per questo il montaggio è sconnesso tra pezzi ripresi da sequenze di vario genere e trovati in rete. Dentro ad internet a cui ci affidiamo come entità e memoria collettiva, alimentandola quotidianamente di noi. L'uomo ha in se tanta rabbia e paura miste a tenerezza e sensibilità, non siamo inerti ma modifichiamo noi stessi scegliendo ogni giorno qualcosa e generando continuamente "entropia".

Miriam Poggiali: Il progetto video Profondit√† si compone di pi√Ļ video che attraverso suono e immagine descrivono, o meglio, suggeriscono le profondit√† che ogni uomo percepisce nel tempo. Il video racchiude in se le diverse profondit√† che si alterano e si alternano in un crescendo d'intensit√†: si tratta di un'immagine composta da una luce bianca, intorno e all'interno della quale si alternano i colori, con intensit√†, movimenti e velocit√† differenti. Ogni colore corrisponde ad una profondit√† d'emozione: amore, amicizia, sofferenza. Ci sono Forze in lotta che interagiscono tra loro muovendo i colori; a volte in maniera delicata, come un accompagnamento, a volte in maniera violenta, intensa, vorticosa, con la luce indebolita e sempre pi√Ļ piccola, coperta da un torbido velo di colore, meno acquoso e pi√Ļ denso. Una continua messa in discussione che fa vacillare le proprie certezze oscurando quasi completamente la luce per poi sparire nel buio. Questo passaggio della Luce da piccola a grande rappresenta una crescita, una vittoria, una presa di coscienza. Lottare per raggiungere un obiettivo. Scoprire la propria forza interiore.

Sospesa nel Sogno è il secondo di una serie di video dedicati al tema della profondità. Una grande Luce illumina lo spazio. Forse un paesaggio, un angolo della mente o un ricordo che riaffiora nel sogno; infatti la profondità di cui si parla è quella del Sogno. C'è uno sviluppo lineare che in un momento preciso raggiunge la massima ampiezza e come una pellicola comincia a essere riavvolto. C'è una sostanziale differenza tra il tempo reale, che scorre linearmente e quello del sogno. Alcuni aspetti sono volutamente velati da una copertura che li rende comprensibili solo in parte, esattamente come al risveglio da un sogno che ricordiamo, in cui salti temporali o spaziali restano misteriosi. Entrando nella dimensione del sogno, entriamo in una profondità senza tempo, né luogo, né spazio. Una profondità che a volte neanche si figura lasciando piuttosto una sensazione di spaesamento.

Serena Rosati: Alterazioni prospettiche della domesticit√† indotta. Al rallentatore, come immersi in un liquido, alteriamo inconsapevolmente la realt√† che ci circonda, creando noi stessi un limite invisibile che ci ingabbia nella nostra routine quotidiana, fatta di ripetitivit√† e monotonia. Questo limite diventa la nostra dimora, la nostra zona di comfort,che accettiamo senza domandarci cosa ci sia oltre. Il mio lavoro si interroga sulla concezione del limite, visto come rifugio omologante e rassicurante, come linea di confine tra realt√† mediata e realt√† esperita. Ambiente ed identit√† culturale riassumono le logiche di una realt√† che viene percepita come confine, che non si esaurisce nella percezione fisica di un orizzonte, ma porta con s√© percorsi della mente. Il confine, da elemento limitante pu√≤ divenire un luogo relazionale in cui imparare a specchiarsi e riconoscersi per ci√≤ che effettivamente si √®, non per ci√≤ che presumiamo di essere, un punto di partenza dal quale sar√† possibile costruire un progetto di autonomia, un luogo dove imparare a sostare nell'attesa che pensieri assumano una forma compiuta.

Lori Lako (1991, Podradec, Albania), laureata in Pittura e Nuovi Linguaggi Espressivi all'Accademia di Firenze, citt√† dove vive e lavora. La ricerca artistica di Lori Lako si muove per opporsi alla condizione dell'uomo post-moderno, sovraesposto a immagini e messaggi che gli ostacolano la decodifica del mondo, la memoria storica e l'ascolto del se. Per Alternative sono stati scelti alcuni video tra cui Grand Hotel Europa, video 4':26'', 2017 che nasce come un diario notturno in una citt√† vuota, in cui gli unici ad abitarla sono i cani randagi; Now and then, video 3':35'', 2016 in cui la Lako collega due avvenimenti storici importanti che hanno prodotto l'azione dell'attraversamento illegale dei confini nazionali. La parte visuale del video √® costituita da materiali d'archivio che documentano l'esodo del 1991 degli albanesi verso l'Italia, invece la traccia audio, dal 02':32'', riproduce le urla della "Camminata Notturna" messicana, un'esperienza che simula l'attraversamento del confine tra Messico e Stati Uniti.