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SOUK
Il termine souk, la cui trascrizione corretta dalla scrittura araba sarebbe suq, indica un mercato in territori arabi e nella maggior parte delle aree islamizzate del pianeta. Originariamente, ancor prima di Maometto, identificava un luogo fuori dalla città dove convergevano le carovane, vi sostavano e sia i mercanti che i produttori stanziali delle aree circostanti esponevano le loro merci e le mettevano in vendita, a scadenze periodiche perlopiù fisse. Erano occasioni di grande socializzazione, e vi si davano feste, spettacoli, e manifestazioni culturali di vario tipo.
Con la crescita delle città in epoca islamica il souk si sposta all'interno dei centri urbani. I più antichi di cui si abbia storia erano annuali. A questi, nella penisola arabica e nella Mesopotamia, erano associati concorsi
di poesia. Nel corso dell'epoca dei califfati Omayyadi la struttura del souk urbano si andò definendo sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello funzionale-architettonico.
Una caratteristica costante del souk è costituita dal fatto che non ci sono prezzi fissi e ogni scambio avviene a seguito di a volte lunghe e complesse contrattazioni fra venditore e acquirente.
In quello della Jemaa el-Fnaa di Marrakech, aperto tutti i giorni, si estraggono denti e si incantano serpenti, si ascoltano i cantastorie e si vende a bicchieri l'acqua portata dall'Atlante, tappeti, amuleti, souvenir, gioielli, pelli d'inverno, rose del deserto, tessuti, lane morbide e ruvide, cotoni leggeri, djellaba, foukia, poi gli odori intensi delle spezie, indovini leggono la sorte, maghe preparano pozioni per tutti i mali del
corpo e dell'animo, i cibi si coprono di polvere e della sabbia mista a polvere che il vento porta a giorni dal deserto, . .
Continuano tuttavia fino ai nostri giorni, dal Maghreb al Golfo Persico, ma anche a sud del Sahara, i mercati settimanali fuori dalla città. Il primo, di cui l'estensore di questa nota ebbe esperienza agli inizi degli Anni Settanta del secolo scorso, fu quello di Tetla Ketama sulle montagne del Rif nel nord del Marocco. Il nome stesso della località - tetla è tre in arabo, e quindi corrisponde a martedì - era indice del giorno della settimana in cui si teneva il mercato.
Il SOUK per StART point parte da queste suggestioni.
A cui tuttavia si intreccia anche la manifestazione creata da Takashi Murakami dal titolo GEISAI a partire dal 2002: una specie di fiera aperta a giovani, e giovanissimi, artisti e creativi di ogni disciplina, a cui è assegnato gratuitamente per un giorno uno spazio dove possono esporre e mettere in vendita i loro prodotti. I costi di affitto, di organizzazione e di comunicazione sono coperti da Murakami stesso. Il primo GEISAI si tenne a Tokyo nella Tokyo Tower Amusement Hall, poi si ebbero con scadenza di due l'anno, oltre che a Tokyo, a Yokohama, a Taipei , a Miami. Quest'anno, per la situazione venutasi a creare con il dopo-tsunami, GEISAI è stata sospesa momentaneamente. Si raggiungeva a volte il numero di 800 partecipanti.
Pier Luigi Tazzi
Bangkok, novembre 2011.
SOUK - NOTE TECNICHE
Il giorno 13 dicembre 2011, presso EX 3, si apre Souk: ottantaquattro studenti dell'Accademia proporranno il proprio lavoro nel grande salone -circa mq 400- diviso in 84 lotti di m 2,50 x 2,80 ciascuno. A partire da lunedì 5 dicembre dalle ore 12, ogni studente potrà prenotarne uno direttamente qui, sul sito dell'Accademia, scegliendo la posizione che preferisce in relazione alle modalità con le quali intende presentarsi.
Ogni studente che si è prenotato dovrà:
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curare l'allestimento o comunque la presentazione del proprio lavoro nel giorno 12 dicembre
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garantire la propria presenza per l'intera apertura del giorno 13 dicembre
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smontare l'allestimento del proprio lavoro il giorno 14 dicembre
Una giuria composta da curatori, critici, artisti, in rappresentanza di varie istituzioni regionali, assegnerà un premio consistente in una mostra negli stessi spazi di EX 3.
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