Bang maestri e allievi allo Studio Bong

on Sabato, 10 Marzo 2018 15:56

Primo appuntamento con Tiziana Vanetti e Angela D'Ospina. Inaugurazione 15 marzo

INVITO MOSTRA BANG 1 1Dal 15 al 29 marzo docenti e allievi dell'Accademia di Belle Arti di Firenze saranno in mostra allo Studio BONG - via Calimaruzza 10 - per il primo di otto appuntamenti a cura dei docenti e storici dell'arte Valeria Bruni e Mauro Pratesi. Si chiama BANG! e per questo primo appuntamento vedrà in esposizione i lavori della docente Tiziana Vanetti e della studentessa Angela D'Ospina. Inaugurazione giovedì 15 marzo, ore 18.

STUDIO BONG
Firenze, 50123
Via Calimaruzza 10/R

Dal 15 al 29 Marzo 2018
Orario apertura 15 - 20

BANG!
a cura di
Valeria Bruni e Mauro Pratesi

DIANA, PERCHÉ?
Guardando queste opere di Angela e Tiziana sono rimasto affascinato da quel lato misterioso e alquanto fosco di un colore fatto per lo più di bruni e lacche, come nebuloso e intriso, eppure denso e pulsante, che esprime una forte energia vitale, assai rara ai giorni nostri. Ho avvertito uno strano palpito che mi ha fatto immaginare che dai boschi scuri e misteriosi potesse improvvisamente apparire. Diana, divinità lunare, che si dilettava nella caccia, attraversando ombrose montagne, in luoghi deserti o boscosi, scortata da un coro di ninfe leggiadre e preceduta da una muta di cani mentre inseguiva le fiere selvagge, colpendole con le sue frecce infallibili.
E guai a chi osava gareggiare con lei, come il povero Orione che, ucciso, fu trasportato nella costellazione che prende il suo nome. Ma Diana, o Artemide, era anche divinità casta e pura. Non si poteva osare di vederla nuda mentre si compiaceva di bagnare le sue snelle membra dentro un fresco corso d'acqua: il povero Atteone, che la vide, fu trasformato in cervo e fatto sbranare dai suoi cani.
Ecco: le pitture che le due artiste ci presentano mi fanno pensare a questa sorta di dualismo tra quanto è di più casto e puro, e insieme all'ardore. Così, nel sentimento della pittura, andiamo a rintracciare una purezza intatta e insieme un venato senso sanguigno, misto a una singolare violenza, erotica e dionisiaca. Sara forse questo il senso della pittura? Trafiggere, come i dardi di Diana, i nostri sensi. Perché, Diana? (testo critico a cura di Mauro Pratesi)