
Dal 4 al 20 novembre 2026, l’Accademia di Belle Arti di Firenze ospita Forme del Fango, mostra conclusiva di un progetto di ricerca artistica nato nel 2019, che rilegge la memoria dell’alluvione del 1966 attraverso la trasformazione del fango sedimentato nelle cantine dell’Accademia.
A sessant’anni dall’alluvione che colpì Firenze il 4 novembre 1966, l’Accademia restituisce nuova forma a una traccia materiale della propria storia. Da residuo dell’evento, il fango è stato recuperato e riconvertito in argilla, diventando materia di sperimentazione artistica e occasione di riflessione sul rapporto tra memoria, luogo e trasformazione.
Sviluppato nel corso di sette anni da un'idea del prof. Lucchesi con il coinvolgimento di docenti, studenti e diverse Scuole dell’Accademia, il progetto ha dato vita a opere individuali e collettive, che saranno presentate nella mostra curata dai professori Fabrizio Lucchesi, Veronica Montanino e Domenico Antonio Mancini.
Dal 2019 hanno collaborato al progetto i Professori Antonio Brangi, Valeria Bruni, Christian Caliandro, Carlo D’Oria, Robert Pettena e Alessandro Scilipoti.
L'esposizione presenta gli esiti di questo percorso e riunisce i lavori di Sofia Alborghetti, Maura Bazzi, Federico Becattini, Aurora Biagini, Sebastiano Branca, Francesco Camiciottoli, Clara Camille J Chasse, Arianna Conta, Simone D’Archivio, Mariapaola Diversi, Viktoriya Dyrda, Beatrice Giovannini, Pietro Guarducci, Joanna Marshall-Cook, Angelica Mengarelli, Caterina Montanelli, Alessandro Musumeci, Letizia Francini Naldi, Esi Pashaj, Isabel Passarella, Mariapia Scandolari, Giulia Segalla, Jasmine Teani.
L’inaugurazione si terrà mercoledì 4 novembre alle ore 12.30, in concomitanza con il sessantesimo anniversario dell’alluvione, presso la sede dell’Accademia in via Ricasoli 66. La conferenza stampa è prevista alle ore 12.00 nella Biblioteca dell’istituzione.
La mostra sarà visitabile dal 4 al 20 novembre 2026, dalle ore 9.00 alle 18.30. L’iniziativa è aperta al pubblico e alla città, con il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana, dell’Università degli Studi di Firenze e della Fondazione Destination Florence.




