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Io mi ricordo di lui. Lanfranco Baldi e il contesto artistico di Firenze anni Sessanta/Ottanta

on Martedì, 07 Aprile 2026 08:25

10 aprile 2026, ore 10.00, Sala Pretoni

ricordo 

Accademia di Belle Arti di Firenze

Io mi ricordo di lui.
Lanfranco Baldi e il contesto artistico di Firenze anni Sessanta/Ottanta

Giornata di studio e mostra a cura di Lorenzo Bruni

Venerdì 10 aprile 2026 
Aula Pretoni - via San Gallo, n. 22
Accademia di Belle Arti di Firenze

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L’Accademia di Belle Arti di Firenze presenta venerdì 10 aprile 2026 – dalle ore 9,30 alle ore 18,00 –, all’interno della prestigiosa Aula Pretoni di via San Gallo n. 22, la giornata di studio “Io mi ricordo di lui. Lanfranco Baldi e il contesto artistico di Firenze anni Sessanta/Ottanta”, a cura di Lorenzo Bruni.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avviare una nuova fase di studi su Lanfranco Baldi (1938–1990), artista e animatore culturale attivo a Firenze tra gli anni Sessanta e Ottanta, la cui figura rimane ancora oggi poco indagata, nonostante il ruolo significativo svolto nella scena artistica cittadina. Scomparso prematuramente nel 1990 a causa dell’HIV, Baldi ha attraversato linguaggi diversi — dalla pittura astratto/analitica al libro d’artista, dalla performance al cinema d’animazione, dalle grandi carte colorate di estrazione fantascientifica firmate con lo pseudonimo di Jing alle ceramiche Raku — contribuendo con la sua presenza anche alla nascita e allo sviluppo di contesti culturali indipendenti come il centro di ricerche FUno e Zona non profit.

La giornata di studio non si configura come una semplice commemorazione di Lanfranco Baldi né come un esercizio accademico sui decenni in cui operò. L’intento è piuttosto quello di costruire una terza via tra memoria e ricerca, mettendo in dialogo le testimonianze dirette di artisti e critici che hanno condiviso con lui delle esperienze significative e gli strumenti critici proposti da studiosi di diverse discipline. Lo scopo è comprendere come interpretare e contestualizzare, anche in futuro, le tracce lasciate dall’artista — oggi in gran parte conservate presso la Fondazione a lui dedicata — e aprire nuove prospettive di indagine sulla scena artistica fiorentina del periodo.

Il programma del 10 aprile si articola in tre tavoli di lavoro (anni ’60–’70, ’70–’80, ’80 e la loro eredità), ciascuno dedicato al passaggio tra due decenni chiave della ricerca artistica di Baldi e della scena culturale fiorentina. Ogni tavolo riunisce studiosi esperti in diversi ambiti di ricerca — da Antonello Tolve a Marco Meneguzzo, da Francesca Gallo a Elio Grazioli, da Giorgio Verzotti ad Angela Vettese, da Michele Bertolino a Sergio Risaliti, tra gli altri — chiamati a inquadrare i contesti storici e culturali di riferimento non attraverso una lettura monografica dell’artista, bensì mediante l’analisi dei temi e delle trasformazioni che hanno caratterizzato quei decenni. L’obiettivo è pertanto duplice, da un lato offrire una maggiore chiarezza sui fatti storici e sulle dinamiche del periodo, dall’altro individuare nuovi strumenti critici e metodologici utili a rileggere quelle esperienze e a ri-attivarle come terreno di ricerca anche per il presente. Ogni tavolo sarà moderato da docenti dell’Accademia di Firenze — da Cristian Caliandro a Susanna Ragionieri, da Laura Lombardi a Cristina Frulli — che, grazie alle loro competenze, contribuiranno a rafforzare il dialogo tra ricerca e divulgazione, tra studiosi e studenti. A questo impianto teorico si affianca la componente fondamentale delle testimonianze dirette dei protagonisti dell’epoca – da Vincenzo Cutugno a Bruno Casini, da Paolo Masi e Piero Biasion –, a cui sarà riservato uno spazio specifico, così da mettere in relazione l’analisi critica con lo sguardo di chi ha vissuto in prima persona quei contesti.

Il progetto, voluto fortemente da Gaia Bindi (Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Firenze) e curato da Lorenzo Bruni, si colloca in un momento particolarmente favorevole per la riscoperta del lavoro di Baldi, dal momento che nel 2025 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato gli ha dedicato una sezione all’interno della mostra “Vivono. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996”, incentrata sull’arte toscana e l’impatto dell’HIV; la casa editrice Gli Ori ha pubblicato la prima biografia dell'artista, a cura di Elena Bettarini, e la Fondazione Lanfranco Baldi, oggi presieduta da Raimondo Gramigni dopo la scomparsa di Pier Luigi Tazzi, ha recentemente ripreso le proprie attività. La giornata di studio nasce inoltre dalla nuova convenzione tra la Fondazione Baldi e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, rafforzando così la collaborazione tra istituzioni impegnate nella valorizzazione della ricerca artistica contemporanea.

La mostra dal titolo “Una rete visibile. Lanfranco Baldi tra opere e relazioni” proposta negli spazi della Biblioteca dell’Accademia (via Ricasoli 66) e visibile dal 10 aprile all’8 maggio 2026, a cura di Lorenzo Bruni, è pensata come estensione diretta della giornata di studio. Il progetto espositivo presenta una selezione di opere di Lanfranco Baldi provenienti da collezioni private – coinvolgendo, tra le altre, figure come Carlo Bertocci, Piero Biasion, Vincenzo Cutugno, Raul Dominguez, Federigo Fabbrini, Rosanna Tempestini Frizzi, Raimondo Gramigni, Sandro Lombardi, Paolo Masi, Gianni Melotti, Alberto Moretti, Maria Silvia Papais, Pier Luigi TazziMarino VismaraAlessandro Vezzosi –, con l’obiettivo di restituire la trama di relazioni costruita da Baldi nel corso della sua attività e di riportare alla luce un sistema culturale diffuso, ancora in parte da esplorare. L’esposizione propone così una lettura concreta dei contesti e delle pratiche che hanno attraversato la scena artistica toscana anni sessanta/ottanta, offrendo uno sguardo ravvicinato sulle dinamiche di collaborazione, scambio e produzione che hanno reso possibile quella stagione. 

La giornata di studio si svolgerà in presenza presso l’aula Pretoni (via San Gallo, n. 22) dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, con possibilità di collegamento online. 



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