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Natura - Spazi aperti, gli studenti dell’Accademia in mostra a Bagno a Ripoli

on Venerdì, 16 Ottobre 2026 10:34

23 ottobre - 7 novembre 2026, Bagno a Ripoli

“Natura – Spazi aperti” è il titolo dell’edizione 2026 del Premio Giuseppe Mazzon, organizzata dalla omonima associazione in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Comune di Bagno a Ripoli.

Gli autori delle opere esposte sono tutti studenti dell’Accademia, frequentanti il corso di Pittura, e anche gli stessi curatori sono gli studenti del corso di Curatela Allegra Ricci e Francesco Lorenzo Romano, con il coordinamento del prof. Giandomenico Semeraro.

La mostra si terrà dal 23 Ottobre al 7 Novembre 2026 presso gli spazi della Biblioteca di Bagno a Ripoli in via di Belmonte, 38. L’inaugurazione si terrà venerdì 23 Ottobre alle 17.30.

Questi i nomi degli studenti del corso di Pittura le cui opere saranno esposte nella mostra:

Serena Belli, Caterina Bigazzi, Luca Capriotti, Gioia Castroni, Leonardo Conti, Lorenzo Rosario Di Maria, Miriam Dota, Tea Giani, Isabella Maria Gisotti, Francesco Longo, Pablo Manoni, Noriyo Mizumura, Valentina Morini, Nicole Maria Papi, Veronica Scitta, Gabriele Tilocca, Alice Valente, Giovanni Velini, Carmen Wang, Zitianwei Zhang.

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"La profonda attenzione ed attrazione provate da Giuseppe Mazzon per il paesaggio costituiscono l’anima profonda così della sua opera come pure della Associazione che porta il suo nome. Entrambe sono all’origine del Premio a lui dedicato, e soprattutto di questa mostra che segna il primo passo di un bel viaggio attraverso la pittura, cui il Comune di Bagno a Ripoli presta bella attenzione. Un viaggio che con mia grande soddisfazione inizia con le opere realizzate dai giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, ciò a marcare un bel segno, una bella apertura, un bel respiro che dai giovani autori, comunque già maturi nel segno, si trae e si tende in avanti.

Quel che ho intenzione ancor più di sottolineare è l’abbraccio che in questa occasione viene a svolgersi con l’Accademia tutta, intendo dire anche la sua parte teorica assieme alla pratica pittorica. Trovo insomma naturale -come del resto è avvenuto più volte, e sta avvenendo- che vengano oggi coinvolti studenti di altri corsi, teorici appunto, quali curatori della mostra stessa, già dai primi passaggi di scegliere per l’esposizione fra le numerose opere loro presentate, compito niente affatto facile, e seguire quindi la mostra nella sua unitarietà. Dando senso complessivo a quello che è il suo senso profondo, andando insomma a confrontarsi, insieme ai loro colleghi pittori, con quel che si intende e si rileva nel riferirsi oggi al paesaggio.

Che non di sola natura ‘verde’ è fatto, ma si allarga di senso in quelli che sono gli “Spazi Aperti”, come il titolo recita, sconfinando in ambiti anche urbani di varia e diversa fascinazione. Argomento di grande rilevanza, nel mondo contemporaneo. Quel che del resto va a costituire nel nostro specifico ed in senso ampio il territorio di Bagno a Ripoli, colto nel suo divenire fino appunto nell’attualità così vista che vissuta. Muta il paesaggio, e con esso mutano, si fanno più ricche, diverse, mosse, le sensibilità i mezzi ed i modi di sua lettura ed espressione, cogliendolo finanche in questo 2026 che va a terminare, e va a procedere assieme a quello che è invero -da punto di vista istituzionale- un nuovo anno accademico, da poco iniziato.

Entrando nello specifico i giovani curatori Allegra Ricci, e Francesco Lorenzo Romano si sono assunti il non facile compito di rendere veramente operativi “sul campo” gli insegnamenti e le competenze acquisite, dalla impostazione della mostra alla sua messa in opera, passando per la sua comunicazione, della quale questa agile pubblicazione è parte costitutiva, assieme ad altri momenti ogni volta essenziali. Compito non facile quello di andarsi a confrontare e dialogare e scegliere fra davvero tante proposte, idee, risoluzioni pittoriche svolte nelle più varie maniere e modi, tenendo ognuna di queste nelle dovute attenzioni, fino al risultato espositivo che si illumina e ci illumina sui diversi modi nei quali il paesaggio viene letto, vissuto, fatto in pittura oggi."

Giandomenico Semeraro

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