In arrivo un nuovo progetto di DFTM¹ - Don't feed the monster - collettivo di artisti e curatori nato all'interno dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Il 30 maggio (ore 18) presso l'ex frutta e ortaggi di viale Gramsci inaugura la mostra "Un re di fuoco ed il suo cavallo", personale dell'illustratrice fiorentina Livia de Magistris, la cui pratica artistica trae ispirazione da un immaginario medievale caratterizzato da esseri stravaganti a metà tra persone, macchine e animali. La mostra sarà visitabile fino al 1 giugno con ingresso gratuito dalle ore 17 alle 21.
Ispirata alla figura del re di fuoco e del suo cavallo descritta dall'autore argentino Jorge Luis Borges in Il libro degli esseri immaginari, attraverso poster, sculture e animazioni la mostra si pone come un tentativo di dare forma a un bestiario contemporaneo, unendo il significato delle iconografie antiche alla realizzazione tramite le tecnologie odierne.
Livia De Magistris (Firenze, 1998) si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente presso l’Accademia di Brera. Dal 2021 lavora nel settore dell’editoria indipendente per SUXGIU’ Magazine (Milano) e Dito.publish (Roma). Dal 2023 lavora a Lisbona presso l’editore Stolen Books; nello stesso anno inaugura la sua prima mostra personale You are always in a rush. Collabora inoltre con musicisti e DJ come Anna Otta e Paolo Hz e con istituzioni tra cui Cavalo de ferro, Delli University, Tinta Nos Nervos, It’s Nice that, Snail Market, Lx Factory.
DFTM¹ è un gruppo di giovani curatori formatosi all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze nel settembre 2022. Composto da nove figure eterogenee - Italia Bruno, Sara Candore, Clarissa Colurso, Ilaria Moscardi, Sara Onofrietti, Saverio Osso, Claudia Stella, Mattia Torelli, Iulia Uries - dalla formazione accademica variegata, l’intento del gruppo è quello di praticare sul territorio fiorentino. La collaborazione con istituti e enti locali è fondamentale per un dialogo volto alla sperimentazione artistico-curatoriale. DFTM¹, acronimo di Don’t Feed the Monster, è sia un invito a superare i propri mostri interiori che un suggerimento ad andare oltre i propri limiti.




