Il Progetto Cantieri torna con le sue incursioni artistiche sui ponteggi che delimitano le aree di restauro delle opere pubbliche cittadine, con un’installazione all’ex chiesa di San Carlo dei Barnabiti in Oltrarno (via Sant’Agostino). A curare l’intero progetto e il nuovo intervento artistico nello specifico la prof.ssa Raffaella Nappo che – insieme alle studentesse e agli studenti del suo corso di Pittura del biennio di Nuovi Linguaggi Espressivi, Pittura – dal 2017 ha realizzato undici eventi site-specific nei luoghi più rappresentativi del centro storico di Firenze. L’iniziativa, che si svolge in collaborazione con il Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune di Firenze, e per questo evento si avvale anche della collaborazione della prof.ssa di Antropologia visiva Marina Brancato.
La nuova installazionesite specific dal titolo “I’m afraid I’ve crossed space and time” è un progetto fotografico composto da 4 stampe a colori di grandi dimensioni stampate su PVC Mesh microforato, allestito sulla recinzione del cantiere di restauro della ex chiesa.
Il progetto nasce da una riflessione sul genere artistico del ritratto e sull’identità o meglio sulle identità di genere che Jona B. Gandolfo ha indagato servendosi di un applicativo di Intelligenza Artificiale. Il risultato è un’opera che – come spiega l’artista – è il risultato di un “dialogo tra la mia fototessera e lo strumento di intelligenza artificiale AI Firefly”. Un dialogo mediato da precise istruzioni attraverso le quali l’artista ha “nutrito” il programma con stereotipi sociali di vario genere, i quali hanno contributo a definire e restituire immagini che mettono in discussione il concetto di binarismo “tratteggiando – conclude l’artista – sembianze umane difficilmente categorizzabili rispetto ai canoni sociali con cui siamo abituati a guardare e classificare ciò che ci circonda”.
Inaugurato otto anni fa il Progetto Cantieri invita gli studenti a riflettere su aspetti sociali, culturali ed antropologici del territorio urbano della città, considerando il cantiere edile come un “non luogo” dell'arte, che si apre a spazi di fruizione non convenzionali, volto a creare molteplici visioni offrendosi allo sguardo di un pubblico eterogeneo.
Undici gli interventi realizzati fino a questo momento utilizzando linguaggi espressivi differenti (dalla pittura alla performance) nei luoghi più rappresentativi del centro storico: la Chiesa degli Scolopi, il cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, il Teatro Romano sotto Palazzo Vecchio, il loggiato del Museo Novecento, l’ex Monastero Nuovo in via della Scala, cantiere del gruppo scultoreo di Lorenzo Bartolini in piazza Demidoff, il cantiere in via de Gondi a Palazzo Vecchio e in Piazza San Firenze, questi ultimi due ancora attivi.
Durante la pandemia, poi, Cantieri è diventato un profilo Instagram tuttora attivo.




