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Comunicato sindacale Unione Artisti UNAMS - Primo incontro rinnovo CCNL

on Wednesday, 29 July 2026 13:44

Il giorno 22 luglio 2026, presso l’ARAN, per il comparto Istruzione e Ricerca (settore AFAM) si è riunito il tavolo sindacale per la discussione della sola parte giuridica e normativa del Contratto Nazionale 2025/27; discussione alla quale, per la delegazione del Dipartimento AFAM “Unione Artisti UNAMS” hanno partecipato il M° Raffaele Maisano e la dottoressa Maria Grazia Moroni. Come noto, essendo stata la parte economica già sottoscritta in data 1° luglio 2026 (il personale, presumibilmente nel prossimo mese, si vedrà accreditare gli arretrati in busta paga) rimangono, però, da discutere per la conclusione del contratto i tanti punti della sola parte normativa, che non poche preoccupazioni destano. Sull’argomento, contrattazione presso l’ARAN, non possiamo che ripetere quanto già abbondantemente dall’UNAMS detto: è pressoché impossibile avere forza contrattuale in un comparto dove, a fronte di circa un milione e trecentomila addetti, l’AFAM rappresenta (in termini numerici) meno dell’1% del personale… come dire essere un insignificante granello di sabbia. E ciò, in questi anni di permanenza, per volontà delle Confederazioni, presso l’ARAN, oltre ad averlo immediatamente capito lo abbiamo anche ampiamente subìto, dicasi: ottenimento di nessun giusto riconoscimento economico. In tutto ciò esisteva ancora la flebile speranza di, almeno per quanto riguardava la parte normativa, potere incidere positivamente e risolvere alcuni sostanziali problemi. In verità, nulla di realmente positivo è avvenuto negli anni e il 22 Luglio u.s. l’ARAN ha proposto per il personale Tecnico Amministrativo cose che nessuno avrebbe mai voluto sentire poiché esse, a nostro giudizio, sono antisindacali e riportano il lavoratore indietro almeno di un secolo, con buona pace di tutte le conquiste sindacali sin qui ottenute. Come detto, L’ARAN ha inteso iniziare la discussione dall’orario di lavoro del personale tecnico amministrativo, presentando una bozza che, per come è scritta, l’UNAMS rigetta integralmente. Infatti, l’ARAN propone che la nuova organizzazione del lavoro del personale TA sia regolata dal datore di lavoro con ampi margini per definire l’orario di servizio, proponendo solo due limiti: il personale non potrà lavorare più di 48 ore settimanali, calcolate su un periodo temporale di sei mesi e che, tra un turno e l’altro, dovranno essere rispettate le 11 ore di riposo. In sostanza, detta così, il personale potrà (se l’Istituzione dovesse ritenerlo utile al proprio funzionamento) lavorare 13 ore al giorno per una settimana (magari con una pausa pranzo, così è scritto, la cui durata e collocazione è sempre definita dall’amministrazione) e poi andare al lavoro la settimana successiva per una sola ora di lavoro, andando così avanti per un arco temporale di sei mesi. E questo barbaro sistema alla faccia del diritto di poter conciliare il lavoro con la propria vita personale, ossia con quella certezza di orario che, appunto, consente la libertà per il lavoratore di determinare come spendere le restanti ore della giornata. Così detta, al dipendente, diverrebbe impossibile curare altri interessi della propria esistenza o magari accompagnare i propri figli alla palestra o quant’altro. Purtroppo, grazie a questo contratto, sarà l’Amministrazione il solo deus che definirà la vita del personale. La delegazione UNAMS ha immediatamente avanzato (né poteva essere il contrario) le dovute osservazioni (già condivise, almeno sulla carta, con i colleghi degli altri sindacati, …mentre a voce nulla è stato detto!). Comunque le osservazioni fatte sono cadute nel vuoto avendo l’ARAN, pervicacemente, ignorato quasi il tutto… insomma si preannuncia un disastro. A questo punto ricordiamo quante volte l’UNAMS, quasi nell’indifferenza degli addetti, ha segnalato che ci saremmo trovati a discutere contratti che non erano contratti poiché, piace o non piace, il treno ARAN, qualunque cosa noi diciamo, procede, essendo convinta, la medesima ARAN, che i segretari generali del comparto Istruzione e Ricerca (rappresentanti del già citato milione e trecentomila degli addetti) non manderebbero mai all’aria (giustamente) un contratto, magari vantaggioso per la scuola di ogni ordine e grado, per aspetti peggiorativi presenti nel contratto a danno dei soli circa diecimila dell’AFAM. Infine, per la logica dei numeri, l’AFAM conta meno di niente! Pertanto, l’unica via per uscire da questo girone infernale rimane sempre quella di emigrare fuori da questa logica; ma questo, a parte l’UNAMS, quasi tutti i sindacati non lo vogliono e persino molti del personale interessato, pur lamentandosi, non lo capiscono affatto, abbindolati come sono da fuorvianti spiegazioni. Sempre nel corso della contrattazione del 22 Luglio, in merito ai colleghi pianisti accompagnatori, l’UNAMS aveva avanzato una proposta di assoluto buon senso, ossia: demandare ai Direttori delle istituzioni, su proposta dei dipartimenti, l’organizzazione del lavoro dei pianisti accompagnatori, essendo essi di supporto alla didattica e pertanto, per logica e normativa (leggasi DPR 212), ricadono nella competenza del direttore che, appunto, ha il compito di supervisionare la didattica. Risposta… zero! In sostanza, questo contratto inizia nella peggiore maniera poiché sarà un contratto a costo zero (perché le quattro lire sono già state spartite) ma conterrà, nelle intenzioni dell’ARAN, una buona occasione per aggravare in maniera esponenziale le condizioni di lavoro. Probabilmente, il sistema escogitato punterebbe anche ad evitare la corresponsione dei cosiddetti straordinari. Altro che avanti, qui andiamo indietro, molto indietro. Ancora una volta l’UNAMS, nel silenzio altrui, fa il suo dovere avvertendo il personale Tecnico Amministrativo del rischio concreto che sta per correre; se poi questo avvertimento non dovesse essere colto, l’UNAMS, ragionevolmente, non potrà che desistere da una battaglia che, non trovando una giusta condivisione negli interessati, non può che considerarsi già persa in partenza.

Dora Liguori

Segretario Generale UNAMS

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