
In gergo tecnico si direbbe “trasferimento di conoscenze”, ed è ciò che è avvenuto al MART di Rovereto, dove la tesi di uno studente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze - “Risonanze educative: Un approccio olistico con le arti visive al Mart di Rovereto” di Cristiano Mirabello - è diventata un progetto concreto che contribuisce ad arricchire l’offerta dei servizi di didattica museale rivolti ai più piccoli.
Si chiama l’Incastrastorie ed è un gioco di carte in cui a fare da protagonista sono le opere d'arte custodite all’interno della collezione permanente del museo.
A vederlo ricorda un po’ l’House of Cards di Charles e Ray Eames, il fortunato gioco di carte che invitava i partecipanti a creare strutture sempre più originali e complesse incastrando fra di loro le tessere del gioco opportunamente segnate. Qui, però, ogni carta raffigura un'opera d'arte, diventando - quindi - ciascuna il tassello di una storia tutta da inventare e con infinite combinazioni. I giocatori, che in questo caso sono i piccoli visitatori del museo, infatti, potranno utilizzare le immagini delle carte per creare racconti originali e sorprendenti, dando vita a connessioni inaspettate tra le opere e liberando così la propria fantasia.
Il progetto, che rientra in un più ampio percorso di collaborazione avviato lo scorso anno con il MART di Rovereto, ha visto anche la collaborazione di Jacopo Piergentili, studente del Design Campus di Calenzano (Università degli Studi di Firenze) e del Dipartimento di didattica e mediazione culturale del MART di Rovereto.
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