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Da Firenze al Circolo polare artico per un progetto internazionale sul clima

on Wednesday, 15 May 2024 09:58

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“Le nostre barche sono giunte safe and sound a destinazione”. È con un mix di sollievo e soddisfazione che Patrizia Pastorelli e Maria Letizia Dionisio - entrambe studentesse in Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze - annunciano la conclusione del progetto artistico che le ha viste impegnate per oltre un anno insieme a un gruppo di studentesse e studenti del corso di Progettazione multimediale.

Tutto è iniziato lo scorso febbraio, quando, per un lavoro didattico sul rapporto tra arte e scienza, le due studentesse hanno contattato per la prima volta l’organizzazione di Float your boat, progetto internazionale di sensibilizzazione sul cambiamento climatico, promosso dall’International Arctic Buoy Programme in collaborazione con l'Università di Washington.

Così - pur con qualche difficoltà - qualche mese più tardi sono arrivati a Firenze 60 pezzi di legno a forma di barchetta da personalizzare e restituire all’organizzazione per partecipare al monitoraggio periodico di scioglimento dei ghiacciai. Le barchette, ciascuna dotata di numero di serie, infatti, vengono generalmente deposte sulla banchisa insieme a una boa meteorologica dotata di gps. È sempre possibile, quindi, tracciarne posizione e movimenti, almeno fino a che restano vicino alla boa, quindi fino a quando il ghiaccio non si scioglie o la batteria della boa non si scarica, cosa che avviene generalmente entro un anno. A quel punto le barchette vanno alla deriva, dando inizio all'ultima tappa del loro viaggio: qualcuno le ritrova a molti anni e chilometri di distanza da dove tutto è iniziato e ne comunica il ritrovamento agli organizzatori.

Affascinate dal progetto, le studentesse Patrizia Pastorelli e Maria Letizia Dionisio, decidono di coinvolgere un gruppo di studentesse e studenti del corso di Progettazione multimediale, grazie ai quali finalmente le barchette possono essere preparate per il viaggio di ritorno verso l'Artico. Dopo un momento iniziale di formazione in aula - per partecipare al progetto è fondamentale realizzare un passaggio di conoscenze attraverso lezioni di sensibilizzazione sul cambiamento climatico e il suo impatto sull’artico - è iniziata la ricerca: come rendere originale il contributo dell’Accademia di Belle Arti a un progetto che ha già coinvolto e continua a coinvolgere ogni anno centinaia di persone e istituzioni accademiche?

Da qui la decisione delle due studentesse di recuperare i simboli di un antico manoscritto scandinavo, lo Huld, e di inciderli con il pirografo sulla chiglia delle barchette. Ad ogni simbolo, poi, è stato associato un colore, realizzando così dei veri e propri talismani. Per garantirne l’eco-compatibilità e la resistenza nel tempo, infine, la scelta della tecnica pittorica è ricaduta sulla tempera grassa, dove ai pigmenti naturali forniti gratuitamente da un’azienda italiana, è stato aggiunto prima del tuorlo d’uovo, poi, cera d'api e olio d’oliva come sigillanti. Una tecnica antica che riporta la memoria ai pittori medievali come Giotto che ancora non avevano a disposizione il colore ad olio.

Stando alla mappa dei partecipanti disponibile sul sito web di Float your boat, il progetto di Patrizia Pastorelli e Maria Letizia Dionisio è uno dei pochi in Europa (due sono in Italia, entrambi in Toscana) su decine di progetti già eseguiti principalmente negli Stati Uniti.

Non resta che monitorare le barchette e sperare che qualcuno le ritrovi.

Le foto sono di Michelle Davis.

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