
Dal 16 al 21 febbraio a Roma una settimana di eventi conclude simbolicamente il progetto EAR - Enacting Artistic Research presentando al pubblico i risultati di un viaggio nei saperi e nella ricerca artistica iniziato due anni fa grazie a un finanziamento europeo (fondo Next Generation EU, Missione 4, Componente 1). Il progetto, guidato dall’Accademia di Belle Arti di Roma ha coinvolto, insieme all’Accademia di Belle Arti di Firenze, anche: Accademia di Belle Arti di Brera, Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, Conservatorio Statale di Musica Alfredo Casella dell’Aquila, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università Politecnica delle Marche. Due i gruppi di lavoro (Work Package 2: “Arte|patrimonio culturale e scienza: Fertilizzazione incrociata” e Work Package 4: “Polo di Ricerca Artistica”) che per 22 mesi hanno riunito docenti e dottorandi di tutte le Istituzioni partner, favorendo l’ibridazione di tecniche e saperi, contribuendo a creare innovazione in tema di fruizione del patrimonio culturale. Per l’Accademia di Belle Arti di Firenze hanno partecipato i dottorandi Giulia Vaccari, Federico Niccolai e Giovanni Grimaudo, con la collaborazione di Sara Onofrietti, e i docenti Gerardo de Simone e Juri Ciani.
Ad aprire la settimana di restituzione pubblica del progetto EAR, il Convegno Internazionale La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali, in programma il 16 e 17 febbraio 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che mette a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni culturali e museali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo del Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro. Fra i relatori anche il prof. Gerardo de Simone.
Il team di ricerca dell’Accademia di Belle Arti di Firenze presenterà anche il progetto Amabafi (Archivio multimediale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze), un protocollo di conservazione digitale attraverso la scansione delle immagini in 3D applicato al restauro del calco in gesso della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti e un'esperienza immersiva in realtà virtuale che porterà negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Roma la cappella dipinta da Giovanni da San Giovanni con Il riposo nella fuga in Egitto, custodita nella nostra
Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini, poi, mostrerà un progetto di accessibilità dell’opera d’arte per ipovedenti e non vedenti già sperimentato su opere scultoree, che questa volta sarà applicato a un’opera bidimensionale: il dipinto L’anima beata di Guido Reni, esposto per Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva.
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