
Al via la seconda edizione del ciclo Culture digitali adesso, a cura del docente Lorenzo Bruni. Il primo incontro si svolgerà lunedì 2 febbraio alle ore 10.30 in Aula Ghiberti. Ospite Piero Poccianti con Intelligenza Artificiale: Storia e stato dell'arte della disciplina.
Piero Poccianti dedica la sua vita professionale all’informatica fin dal 1970, dopo aver frequentato fisica all’Università di Firenze. E' dal 1974 che applica il mondo dell’informatica alle pratiche di cartografia tematica portandolo a realizzare computer dedicati, un plotter, un digitalizzatore di alta precisione e varie macchine a controllo numerico. Dal 1990 ha lavorato in Banca Toscana prima e in MPS poi occupandosi di innovazione, dei canali telematici e ha realizzato nel 2000 il primo internet banking di gruppo e successivamente il nuovo sistema di sportello del Gruppo MPS. Dal 2000 fa parte del Direttivo dell’Associazione italiana di intelligenza artificiale (Aixia) e dal dicembre 2017 è stato il presidente dell’associazione ed è tutt’ora un suo rappresentante. L’AIxIA è una associazione senza fini di lucro che ha l’obiettivo di diffondere e promuovere la ricerca dell’Intelligenza Artificiale in Italia, collegata all’Eurai (l’Associazione Europea per l’Intelligenza Artificiale).
Il ciclo di incontri Culture digitali adesso. Nuove tecnologie per la comunicazione, l’arte, l’economia e la cultura, a cura di Lorenzo Bruni, giunge alla sua seconda edizione. Il progetto, concepito come emanazione laboratoriale del corso di Culture Digitali tenuto all’interno della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte (NTA) dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, prosegue e amplia il percorso avviato nel primo ciclo di conferenze, che ha visto la partecipazione di Kamilia Kard, Vanni Codeluppi, Davide Sisto e Pier Luigi Sacco. La nuova edizione conferma la vocazione interdisciplinare del ciclo e la volontà di mettere in dialogo prospettive teoriche, pratiche artistiche e analisi critiche dei fenomeni culturali contemporanei legati al digitale. Infatti, le singole conferenze muovono dalla consapevolezza che l’uso delle tecnologie digitali non rappresenta un semplice avanzamento tecnico, ma costituisce piuttosto il sintomo di un profondo cambiamento culturale, avviatosi con quello che Zygmunt Bauman ha definito, attorno al 2000, il tempo della Modernità liquida, e ulteriormente ampliato intorno al 2018 dallo scrittore Alessandro Baricco attraverso il concetto di una realtà interamente alimentata da un grande The Game virtuale/reale, costantemente in diretta. Dopo l’irruzione di ChatGPT e più in generale dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, questo scenario impone una rilettura radicale del concetto stesso di creatività e delle applicazioni creative del mondo digitale, mettendo in discussione categorie consolidate come autorialità, originalità, competenza e immaginazione, e aprendo a nuovi modelli di produzione culturale, collaborativa e algoritmica.




