Venerdì 14 novembre, nell’ambito del simposio internazionale Coded. A Somewhat Emotional State, organizzato dal Kunsthistorisches Institut in Florenz (12-14 novembre, palazzo Grifoni), sarà presentato in Accademia l’articolo scientifico From Plaster to Data. Gypsum Casts as Coded Objects: a possible research trajectory di Sara Onofrietti e Robert Zamboni, entrambi dottorandi in “Arte, Tecnologia e Percezione".
La presentazione si svolgerà dalle ore 9.30 alle 11 in Sala Ghiberti. L'iniziativa si inserisce all'interno dell'ultima giornata di simposio che, dopo la presentazione in Accademia, continuerà con la visita guidata alla mostra di Armin Linke a Palazzo Grifoni.
Programma della mattinata in Accademia:
9.30 – Chiostro/Portico: saluti e accoglienza, prof. Gerardo De Simone
9.40 – Chiostro: introduzione storico-artistica dell'Accademia di Belle Arti, con un focus sui calchi in gesso, Sara Onofrietti
10 – Aula Ghiberti: intervento sul processo di fotogrammetria/digitalizzazione della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, Giulia Vaccari
10.20 – Aula Ghiberti: presentazione del paper From Plaster to Data. Gypsum Casts as Coded Objects: a possible research trajectory, Robert Zamboni
10.40 – Aula Ghiberti: conclusioni e dibattito finale
L’articolo From Plaster to Data. Gypsum Casts as Coded Objects: a possible research trajectory è stato selezionato dal Lise Meitner Group “Coded Objects” del Kunsthistorisches Institut in Florenz attraverso una call pubblica e porta al centro del dibattito scientifico il caso dei calchi in gesso conservati all’interno dell’Accademia di Belle Arti.
Lontani dall’essere semplici copie che riproducono celebri opere d’arte, i calchi sono considerati essi stessi opere dell'ingegno di abili formatori, capaci di assommare in sé tutto un insieme di conoscenze, tecniche, linguaggi: un bagaglio culturale che li rende unici e irripetibili. Accanto alla riproduzione fisica delle opere d’arte attraverso i calchi in gesso, l’articolo prende in esame le moderne tecniche di scansione 3D, attraverso le quali i ricercatori sono in grado di portare il concetto di conservazione della memoria storico-artistica a un livello superiore creando copie digitali capaci di riprodurre anche ogni minima vibrazione dell’opera madre. È il caso dei calchi di Lia e Rachele e della Porta del Paradiso che un gruppo di dottorandi dell’Accademia di Belle Arti ha digitalizzato attraverso un delicato e accurato processo di scansione fotogrammetrica per la realizzazione di un archivio multimediale.
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In foto il calco in gesso della statua di Rachele di Michelangelo, conservato all'interno dell'Accademia di Belle Arti, digitalizzato dal gruppo di ricerca composto da Giulia Vaccari, Federico Niccolai e Giovanni Grimaudo per il progetto di Archivio Multimediale. L'opera origianale, insieme alla statua di Lia, fa parte del monumento funebre di Papa Giulio II presso la Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma.
In basso una gallery della mattinata:
https://www.accademia.firenze.it/en/produzione/eventi/342-eventi/presentazione-del-paper-from-plaster-to-data-gypsum-casts-as-coded-objects#sigProGalleria9678a03e2d




